lunedì 31 luglio 2017

Storie: Arthur Davidson




Se parliamo della storia della moto ci vengono in mente nomi famosi nel vecchio continente: Triumph, BMW, Moto Guzzi… Ma certo non si può prescindere da un nome che urla la sua presenza dall’altra parte dell’Oceano, un nome che è rimasto per tanti anni sinonimo di grandi cilindrate e di lunghe percorrenze chilometriche nel coast to coast… Oggi i transatlantici della strada sono diffusi un po’ dappertutto tra le case motociclistiche, europee o giapponesi che siano, ma certo quel nome continua ad essere un faro, per un certo modo di intendere il turismo in moto: Harley-Davidson.
Milwaukee è una piccola città nel Wisconsin, nel cuore dell’America rurale del nord, famosa per una squadra di basket tra le più titolate nell’NBA ma anche per aver dato i natali a quella leggenda dei bikers che è l’Harley-Davidson: nel 1902 William Harley e Arthur Davidson, due ventenni intraprendenti, costruirono una bicicletta motorizzata nel garage di Arthur, uno spazio di tre metri per cinque.
Da quel prototipo il 28 agosto 1903 nacque l’azienda e ne iniziò la produzione che per il primo anno si fermò al numero di tre esemplari prodotti.
Il primo stabilimento vero e proprio sorse nel 1906 in Juneau Avenue dove sorge ancor oggi il quartier generale dell’azienda. La prima sede era un edificio di 240 metri quadri, nel ’07 i mezzi prodotti furono 150 e, soprattutto, iniziarono a fornire i primi mezzi alla polizia, primo gradino nella costruzione della leggenda!
Le prime moto furono tutte monocilindriche, il primo bicilindrico a V di 45° nacque nel ’909: con una cilindrata di 810 cm3 erogava 7 hp e una velocità massima di 97 kmh. Venne prodotta in 1149 esemplari. Questo portò la H-D ad espandere lo stabilimento che nel ’13 raggiunse una superficie di 28.000 mq nella quale vennero prodotti in quell’anno quasi tredicimila esemplari. Il colosso del motociclismo era nato.
Le guerre, se sono un tormento e una sofferenza per le popolazioni, per molti affaristi sono invece una miniera d’oro per incrementare i propri giri d’affari. L’Harley-Davidson non produceva articoli di interesse bellico, ma nella prima guerra mondiale i militari necessitavano di molti mezzi per le operazioni, H-D ne sfornò circa 45.000 (due monocilindriche e tre bicilindriche), la strada era ormai tracciata…
Dopo la fine della guerra, nel 1920, Harley-Davidson era la maggiore produttrice mondiale di moto, presente in 67 paesi, il 28 aprile 1921 un suo mezzo raggiunse – primo al mondo – i 160 kmh. Le cilindrate erano intanto salite fino ai 1200 cc e alcune caratteristiche tipiche della casa di Milwaukee fecero la loro comparsa, a partire dal tipico serbatoio a goccia (Teardrop). La grande depressione degli anni trenta non impose la sua dura legge all’Harley-Davidson che rimase aperta insieme alla Indian, uniche due “factory” a salvarsi in quel periodo tragico…
Per merito dell'arte, la storia di Arthur Davidson a "Spirito Libero" dal 1 al 3 settembre a Milano.


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